Falsi Miti e Verità sul Cancro al Seno

 

 

Il cancro al seno, noto anche come carcinoma mammario, è il tumore maligno più frequente e più mortale nel sesso femminile. Rappresenta, infatti, il 22% di tutte le neoplasie maligne che colpiscono le donne e possiede, tra quest'ultime, un tasso di mortalità pari al 16%.

In Paesi come l'Italia, gli Stati Uniti o l'Olanda, si è calcolato che a soffrirne è una donna ogni 8.

Nel mondo, ogni anno, si registrano 990.000 nuovi casi e 375.000 decessi. Nel nostro Paese, le donne che si ammalano annualmente sono 31.000; negli Stati Uniti, circa 200.000.

Come ogni tumore maligno, anche il cancro al seno deriva da una mutazione genetica, che induce una cellula (in questo caso una cellula della ghiandola mammaria) a moltiplicarsi in maniera incontrollata e a formare una massa cellulare anomala, con capacità infiltrative e metastatizzanti nei confronti degli altri organi e tessuti del corpo.

Lo scopo di questa pagina è sfatare alcune false credenze che riguardano il cancro al seno, riportando le notizie reali e i fatti che hanno una solida base scientifica.

Prima di procedere e per non creare confusione, è opportuno sottolineare che il titolo di ciascuna immagine riporta il falso mito da sfatare.

In Paesi come l'Italia, gli Stati Uniti o l'Olanda, si è calcolato che a soffrirne è una donna ogni 8.

Nel mondo, ogni anno, si registrano 990.000 nuovi casi e 375.000 decessi. Nel nostro Paese, le donne che si ammalano annualmente sono 31.000; negli Stati Uniti, circa 200.000.

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Solo le donne con una storia familiare di cancro al seno sono a rischio: FALSO

Molte persone ritengono, erroneamente, che le uniche donne a rischio di cancro al seno siano quelle con una storia familiare di questo tumore maligno. Per storia familiare di una malattia, s'intende una o più persone di uno stesso nucleo familiare (quindi parenti di sangue), che si sono ammalati della stessa condizione morbosa, in quanto predisposti geneticamente.

La dimostrazione che la teoria di partenza è errata risiede in diversi dati statistici, raccolti negli ultimi anni. Secondo queste osservazioni, circa il 70% delle donne che contraggono il cancro al seno non presenterebbe alcuna predisposizione genetica alla malattia.

 

STORIA FAMILIARE E RISCHIO DI AMMALARSI DI CANCRO AL SENO

In base ai più recenti studi scientifici, le donne che hanno avuto (o hanno) un parente di sangue con il cancro al seno sono due volte più a rischio di ammalarsi della stessa malattia, rispetto alle donne che non hanno alcun consanguineo malato.

Inoltre, sempre secondo gli stessi studi, se il numero di familiari con questo tumore maligno è superiore a uno, il pericolo di contrarre il carcinoma mammario aumenta ulteriormente.

 

Dal punto di vista genetico, particolarmente importanti nel determinare la comparsa di un cancro al seno sono le mutazioni ereditarie dei geni BRCA1 e BRCA2.

 

A riguardo, i ricercatori hanno osservato che il 20-25% di tutte le forme familiari di questa diffusa neoplasia maligna sono dovute alla presenza di mutazioni in BRCA1 e BRCA2.

 

 

 

Indossare il reggiseno aumenta il rischio di cancro al seno: FALSO

L'idea che il reggiseno, comprimendo i vasi linfatici vicini alle mammelle, causi un accumulo di tossine e favorisca la comparsa di un carcinoma mammaria è interessante, ma per nulla veritiera.

 

Infatti, tutti gli studi scientifici condotti in merito hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra indossare il reggiseno (o altri indumenti simili) e il cancro al seno.

 

La conferma della non pericolosità di indumenti che comprimono le mammelle (per quanto riguardo lo sviluppo di una neoplasia maligna in questa sede) arriva anche dal National Cancer Institute e dall'American Cancer Society.

 

 

Una massa anomala al seno è sempre un cancro al seno: FALSO

È opinione diffusa che qualsiasi massa anomala avvertita al seno sia un tumore maligno, quindi un carcinoma mammario.

 

La realtà dei fatti, però, è ben diversa!

 

Infatti, le indagini più recenti hanno dimostrato che circa l'80% delle masse anomale, riscontrate durante una auto-esame del seno o un controllo periodico, sono di natura benigna.

 

Questa puntualizzazione non vuole indurre le persone – in particolare le donne – a sottovalutare il problema: il cancro al seno è, come affermato all'inizio, uno dei tumori maligni più diffusi, specie nel sesso femminile e, per curarlo in maniera adeguata e soddisfacente, va individuato precocemente. Per poterlo diagnosticare per tempo, però, occorre sottoporsi ai controlli periodici consigliati dai medici, come la mammografia, l'ecografia del seno ecc.

 

Quindi, è bene non trascurare mai la minima anomalia.

 

TUMORE BENIGNI AL SENO

Rimanendo in tema di tumori benigni al seno, si ricorda ai lettori e alla lettrici che le forme neoplastiche benigne più comuni sono:

La mastopatia fibrocistica, detta anche displasia mammaria benigna. È caratterizzata dalla presenza di cisti; queste cisti possono essere di piccole dimensioni o di grandi dimensioni.

La mastopatia fibrocistica a piccole cisti è più diffusa nelle donne tra i 30 e 40 anni, mentre quella a grandi cisti colpisce prevalentemente le donne tra i 40 e i 50 anni.

Il fibroadenoma. Interessa di preferenza le donne tra i 25 e i 30 anni e si contraddistingue per la comparsa di un nodulo duro e in genere anche doloroso al tatto.

 

 

 

Le donne con un seno piccolo sono meno a rischio: FALSO

L'idea secondo cui le donne con un seno piccolo sarebbero meno a rischio di cancro al seno, rispetto alle donne con un seno grande, è del tutto errata e priva di una base scientifica.

 

Infatti, numerosi studi hanno confermato che non esiste alcuna correlazione tra la grandezza delle mammelle e il pericolo di ammalarsi di carcinoma mammario.

 

Quindi, a parità di condizioni, una donna con un seno minuto ha le stesse probabilità di sviluppare un neoplasia maligna della mammella di una donna con un seno prosperoso.

 

PROBLEMI DI UN SENO GRANDE

Avere un seno di grandi dimensioni risulta problematico nel momento in cui ci si sottopone agli esami di controllo per il cancro al seno.

 

Infatti, più sono grandi le mammelle e più l'analisi mediante mammografia, ecografia e risonanza magnetica si fa difficile: questi test tendono a fornire immagini meno chiare, rispetto a quando vengono condotti su una donna con un seno piccolo.

 

Tutto ciò potrebbe comportare la mancata identificazione di una neoplasia maligna, situazione questa che è meglio evitare.

 

 

Il cancro al seno si presenta sempre e solo con una massa anomala: FALSO

Molte persone identificano il cancro al seno solo ed esclusivamente con la comparsa di una massa anomala in una delle due mammelle. Addirittura qualcuno ritiene che questa anomalia sia l'unico segno che caratterizza il carcinoma mammario.

 

Tuttavia, la realtà dei fatti non è propriamente questa!

 

È vero, la formazione di una massa anomala al seno è un segno tipico del cancro, ma non è il solo possibile e, soprattutto, non è l'unico a cui prestare attenzione.

 

Infatti, molte donne malate di carcinoma mammario lamentano anche:

 

Gonfiore anomalo alla mammella interessata dal cancro

Irritazione o increspamento della cute (sempre a livello della mammella malata)

Dolore al seno o al capezzolo

Retrazione del capezzolo della mammella malata

Arrossamento

Desquamazione

Ispessimento del capezzolo o della cute del seno malato

Fuoriuscita insolita di liquido dal capezzolo della mammella malata

 

 

Non ci si può ammalare di cancro al seno dopo una mastectomia: FALSO

È credenza diffusa che la mastectomia bilaterale preventiva – ovvero l'intervento chirurgico di asportazione di entrambe le mammelle nelle donne a rischio di carcinoma mammario – difenda in maniera completa dal cancro al seno.

 

Tuttavia, non è propriamente così!

 

La mastectomia, infatti, riduce in maniera sensibile il pericolo di ammalarsi di carcinoma mammario – si parla di circa un 90% - ma non lo annulla definitivamente.

Una piccola probabilità di contrarre la patologia resta comunque.

 

A sostegno di quanto appena affermato, ci sono diversi casi clinici di cancro del seno, in cui la neoplasia maligna ha fatto la sua comparsa lo stesso, nonostante la rimozione di entrambe le mammelle.

Curiosamente, alcune donne hanno sviluppato la malattia in corrispondenza proprio di dove c'erano le cicatrici chirurgiche della mastectomia.

 

 

La caffeina causa il cancro il seno: FALSO

La curiosa teoria per cui la caffeina – sostanza contenuta nel caffè ma anche nel tè – favorirebbe la comparsa del cancro al seno è del tutto infondata.

 

Non esiste, infatti, alcuna correlazione tra un largo consumo di bevande a base di caffeina e una maggiore tendenza a sviluppare un carcinoma mammario.

 

Anzi, secondo le ultime indagini, sembrerebbe che caffè, tè e altre bevande contenenti caffeina riducano in qualche modo il rischio di ammalarsi di cancro al seno.

 

Questa informazione va presa con le dovute cautele, in quanto occorrono ulteriori studi in merito. Per ora, i dati in possesso dei ricercatori suggeriscono soltanto un possibile effetto preventivo.

 

CANCRO AL SENO E STILE DI VITA

Chiarita la non pericolosità della caffeina, vale la pena ricordare i comportamenti e lo stile di vita che, invece, sicuramente influiscono sulla comparsa del cancro al seno.

Favoriscono il carcinoma mammario:

 

Il consumo eccessivo di alcool

Una dieta ricca di grassi saturi e proteine animali

Il fumo di sigaretta

Di contro, riducono il rischio di cancro al seno:

 

Una dieta ricca di vegetali, frutta e fibre

Un'attività fisica regolare

 

 

La mammografia aumenta il rischio di cancro al seno: FALSO

Molte donne temono la mammografia, perché credono che questo test diagnostico aumenti il rischio di ammalarsi di cancro al seno.

 

È vero, la mammografia espone la persona che vi si sottopone a delle radiazioni ionizzanti, ma la dose di queste è così esigua che è ingiustificato averne paura.

 

I medici su tale argomento sono molto chiari: i rischi di una mammografia sono molto meno dei vantaggi che questo test diagnostico può offrire, soprattutto nel momento in cui permette l'identificazione precoce di un cancro al seno.

 

Del resto, è importante ricordare che prima avviene la diagnosi di un carcinoma mammario e maggiori sono le possibilità di guarigione.

 

CONSIGLI SULLE TEMPISTICHE DELLA MAMMOGRAFIA

L'Osservatorio Nazionale Screening afferma che le donne dovrebbero sottoporsi a una mammografia ogni 1-2 anni a partire dai 50 anni, se non c'è una storia familiare di cancro al seno alle spalle, e a partire dai 40-45 anni, se invece c'è una predisposizione familiare al carcinoma mammario o dopo prescrizione del senologo.

 

Questa differente tempistica si deve al fatto che, nei soggetti femminili predisposti, la malattia tende a fare la sua comparsa prima.

 

 

L’agoaspirato o l'agobiopsia diffondono altrove il cancro al seno: FALSO

Un agoaspirato o un'agobiopsia consisto nel prelievo tramite ago e nell'analisi citologica nel primo caso e istologica nel secondo caso di un campione di cellule provenienti da un tessuto anomalo (come per esempio quello costituente un tumore).

 

È opinione diffusa che queste procedure effettuate in presenza di un cancro al seno causino la diffusione di alcune cellule cancerose in altri distretti del corpo. In altre parole, secondo i sostenitori di tale tesi, l'agobiopsia o l'agoaspirato sarebbero responsabili di metastasi.

 

Questa curiosa teoria, però, non è mai stata comprovata da alcuna evidenza scientifica.

 

Infatti, uno studio risalente al 2004, basato sul confronto tra donne sottoposte ad agobiopsia e donne non sottoposte ad agobiopsia (donne ovviamente malate di cancro al seno), si è concluso con l'osservazione che la tendenza a metastasi era uguale in entrambi i gruppi di pazienti analizzati.

 

 

Se la mammografia è negativa, non c’è motivo di preoccuparsi: FALSO

Molte persone ritengono che la mammografia sia un esame infallibile, capace di identificare qualsiasi anomalia al seno. Pertanto, partendo da questo presupposto, ritengono che, se il test dà esito negativo, non ci siano motivi concreti di preoccupazione.

 

Tuttavia, la realtà dei fatti non è esattamente questa: la mammografia è esaustiva e affidabile, ma presenta, come tantissime altre procedure diagnostiche, un minimo margine di errore.

 

Secondo uno studio statistico, infatti, l'indagine tramite mammografia fallirebbe in circa il 10-20% dei casi di cancro al seno. Per fallimento, s'intende che il test risulta negativo, nonostante la presenza della malattia.

 

Alla luce di quanto appena affermato, un lettore o una lettrice potrebbero domandarsi com'è possibile tutelarsi dalla suddetta evenienza.

 

La risposta dei medici a tal proposito è molto semplice: non limitarsi alla mammografia, ma provvedere a regolari auto-esami delle mammelle e sottoporsi a periodiche ecografie mammarie e ad altrettanto periodiche visite senologiche.

 

 

La quadrantectomia è meno efficace della mastectomia: FALSO

Lumpectomia e mastectomia sono due procedure chirurgiche, praticate generalmente in presenza di un cancro al seno e finalizzate alla rimozione della massa cancerosa.

 

Sono assai diverse nella modalità d'esecuzione: mentre la quadrantectomia è poco invasiva, si basa sulla sola asportazione del tumore maligno ed è seguita dalla radioterapia, la mastectomia è molto invasiva e prevede l'eliminazione dell'intera ghiandola mammaria.

 

Probabilmente perché un'operazione (la quadrantectomia) è meno radicale dell'altra, si è diffusa la credenza che le donne sottoposte a mastectomia godano di un tasso di sopravvivenza maggiore, rispetto alle donne operate di quadrantectomia.

 

Tuttavia, numerosi studi hanno smentito questa credenza, dimostrando che non c'è alcuna concreta differenza, in termini di risultati, tra i due tipi di trattamento.

 

Perché, allora, a volte si possono praticare entrambe e a volte si può ricorrere solo alla mastectomia?

 

Dopo anni di studi, medici ed esperti di cancro al seno hanno osservato che i cancri al seno dovuti a mutazioni dei geni BRCA e quelli di grandi dimensioni rispondono molto meglio alla mastectomia.

 

Pertanto, nelle suddette circostanze, si rende necessaria l'asportazione dell'intera ghiandola mammaria.

 

 

L’obesità non favorisce il cancro al seno: FALSO

Molte persone ignorano o non credono al fatto che l'obesità favorisca il cancro al seno.

Tuttavia, è stato ampiamente dimostrato che l'essere in sovrappeso od obesi aumenta sensibilmente il rischio di ammalarsi di carcinoma mammario.

 

In particolare, le donne più a rischio a causa di un elevato peso corporeo sono quelle che, durante la menopausa, hanno guadagnato molto chili.

 

 

 

Le donne predisposte al cancro al seno hanno il destino segnato: FALSO

Molte donne credono che, se sono predisposte geneticamente al cancro al seno (perché per esempio sono portatrici di una mutazione per BRCA1 o per BRCA2), non possono fare niente per tutelarsi.

In altre parole, ritengono che il loro destino sia segnato e che, prima o poi, si ammaleranno.

 

Questa è una credenza del tutto errata e fuorviante!

 

Infatti, medici ed esperti del carcinoma mammario sostengono che è possibile opporre una certa resistenza alla malattia, malgrado una predisposizione naturale.

 

Tra le indicazioni che, secondo loro, ridurrebbero il rischio di contrarre il cancro al seno, rientrano:

 

La riduzione del peso corporeo. Come si è visto, l'obesità è un fattore di pericolo considerevole, soprattutto se l'aumento di peso avviene in menopausa.

La pratica di attività fisica regolare

L'eliminazione o, in alternativa, la riduzione sensibile del consumo di alcool

L'auto-esame del seno periodico

Smettere di fumare

Sottoporsi regolarmente alle mammografie di controllo

 

 

Il cancro al seno non colpisce le donne giovani: FALSO

Molte persone credono che il cancro al seno colpisca soltanto le donne dai 50 anni in su o, comunque, quelle che hanno già superato la menopausa.

 

Questa credenza, però, è errata e i dati statistici, relativi all'età delle pazienti, lo dimostrano.

Infatti, da numerosi indagini è emerso che un buon 25% delle donne malate ha meno di 50 anni.

 

Ciò non deve stupire, poiché medici ed esperti di carcinoma mammario sostengono che il rischio aumenta con l'età durante il periodo fertile, raddoppiando circa ogni 10 anni fino alla menopausa.

Dalla menopausa in poi, la tendenza ad ammalarsi cresce più lentamente.

 

Quindi, alla luce di tutto questo, l'affermazione corretta sarebbe: il cancro al seno è una malattia tipica dell'età medio-avanzata, ma non esclusiva.

 

 

 

Gli uomini non si ammalano di cancro al seno: FALSO

La credenza in base alla quale il cancro al seno interesserebbe soltanto il sesso femminile è del tutto falsa e priva di senso.

 

Infatti, sebbene si tratti di un evento molto raro, il carcinoma mammario può colpire anche gli uomini.

ALCUNI NUMERI DEL CANCRO AL SENO NELL'UOMO

Se tra le donne il cancro al seno rappresenta un problema per un individuo ogni 8, tra gli uomini interessa un soggetto ogni 520. Questo almeno è quanto registrato nel nostro Paese.

Per quanto riguarda il numero di nuovi casi all'anno, negli Stati Uniti se ne contano 1700 circa (di questi, 450 muoiono a causa della malattia), mentre in Paesi come l'Italia circa 400 (N.B: anno 2012).

 

PERCHÉ È COSÌ POCO DIFFUSO TRA GLI UOMINI?

Il cancro al seno è poco diffuso nell'uomo per almeno due motivi.

Per prima cosa, il tessuto mammario maschile è scarso in termini quantitativi. In altre parole, è molto meno che in una donna. Tutto ciò fa sì che sia esigua la probabilità che una cellula di tale tessuto sviluppi una mutazione aberrante, tale da indurre l'insorgenza di un cancro.

 

In secondo luogo, le mammelle dell'uomo non sono esposte agli ormoni che promuovono la crescita delle cellule mammarie, tanto quanto le mammelle della donna.

Del resto, è ormai stato ampiamente dimostrato che le modificazioni ormonali, cui sono sottoposte fisiologicamente le donne nell'arco della vita, rappresentano un fattore di rischio importante del carcinoma mammario.

 

 

Gli antitraspiranti causano il cancro al seno: FALSO

In passato, qualcuno ha avanzato la teoria che l'uso degli antitraspiranti (cioè cosmetici usati per la regolazione della sudorazione) favorisse la comparsa del cancro al seno.

 

All'origine della suddetta teoria, c'era l'osservazione, riportata da alcuni studi scientifici, della presenza di "parabeni" nelle cellule cancerose di alcuni carcinoma mammari.

 

Esteri dell'acido 4-idrossibenzoico, i parabeni sono composti organici aromatici, utilizzati da più di 50 anni come conservanti dalle industrie cosmetica, farmaceutica e alimentare per le loro proprietà battericide e fungicide.

 

Sulla questione relativa alla presunta pericolosità degli antitraspiranti, sono intervenuti l'American Cancer Society e il National Cancer Institute: questi avrebbero dichiarato che non esistono evidenze a sostegno della teoria di partenza.

 

Del resto, ci sono tantissime donne che, pur avendo utilizzato quotidianamente per anni antitraspiranti e altri prodotti simili, non hanno mai sviluppato alcuna neoplasia maligna al seno.

 

 

 

Influisce maggiormente la storia familiare della madre che non quella del padre: FALSO

L'idea che, sulla comparsa del cancro al seno, sia più influente la storia familiare della madre, rispetto a quella del padre, è errata.

 

Infatti, in termini di pericolosità, la predisposizione genetica al carcinoma mammario non dipende dal sesso del genitore che la trasmette: incide allo stesso modo, a prescindere che derivi dalla madre o dal padre.

 

FORME DI CANCRO MASCHILI EQUIVALENTI AL CANCRO AL SENO

Dopo anni di studi, i genetisti hanno osservato che alcune mutazioni genetiche, che nella donna predispongono al cancro al seno, nell'uomo sono associate a cancro della prostata o a cancro del colon.

Questa informazione è importante nel momento in cui si vuole stabilire la predisposizione familiare di una donna (ma, in realtà, di una qualsiasi persona) al carcinoma mammario: se il padre o un altro parente stretto di sesso maschile hanno (o hanno avuto) una delle neoplasie maligne sopraccitate, è un dato da tenere in considerazione.

 

Curiosamente, tra i possibili geni implicati in queste patologie prettamente maschili risultano esserci, ancora una volta, BRCA1 e BRCA2.

 

 

Abortire favorisce la comparsa del cancro al seno: FALSO

Secondo qualcuno, abortire favorirebbe la comparsa del cancro al seno, per effetto delle alterazioni ormonali che fanno seguito all'aborto.

 

Tuttavia, diversi studi in merito hanno rivelato che non esiste alcuna correlazione tra le due situazioni, ovvero tra abortire e sviluppare il carcinoma mammario.

 

 

 

Fonte my-personaltrainer

 

 

Dott. Della Corte

CHIRURGO ONCOPLASTICO

 

La patologia mammaria è un campo di studio specialistico.

Affidarsi ad un professionista dedicato è la strada più appropriata da intraprendere.

Una diagnosi precoce associata a cure adeguate permettono nella maggior parte dei casi il ritorno ad una vita normale. Richiedi una consulenza.

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